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Nel
1922 e precisamente il 2 Luglio, vide la luce la sezione Seregnese
del Club Alpino Italiano. Soci promotori furono il rag. Giuseppe
Bellù, Antonio Trabattoni, dott. Alfonso Rossi ed il rag.
Alessandro Silva e vi aderirono 65 soci. questo primo nucleo si
dette molto da fare organizzando gite (allora avveniristiche) sia
escursionistiche che sciistiche sulle nostre Prealpi e proponendo
interessanti mostre fotografiche. |
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Nel
1936 il Club cambiò denominazione in Centro Alpinistico Italiano
(denominazione imposta dall'allora autorità politica) e venne
proposta la costruzione di un rifugio in alta montagna che porti il
nome di Seregno. Su suggerimento della guida alpina Giacomo
Schenatti, la località prescelta fu la Valmalenco, (già meta di
molti alpinisti seregnesi), su un cengione a 2450 metri dove termina
la fascia rocciosa della Sassa d'Entova. Il rifugio venne intitolato
ad "Elia e Antonio Longoni", due fratelli seregnesi caduti
eroicamente nella 1a
guerra mondiale e decorati con medaglia d'argento, e venne
inaugurato il 10 luglio 1938. |
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L'avvento
di una nuova guerra mondiale bloccò l'attività locale e purtroppo
dobbiamo lamentare la perdita o distruzione dei documenti di Sezione dal
1928 al 1945. |
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Terminata
la guerra riprese vita anche la Sezione che nel 1945 conta 148 affiliati
e 255 l'anno dopo. |
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Nel
1946 venne costituito lo Sci-Cai, la prima sezione ad iscriversi
alla Federazione Sci, che subito iniziò la propria attività
organizzando gare a livello provinciale e locale ottenendo
l'affermazione di molti suoi atleti. Soci alpinisti si cimentarono
sulle nostre Alpi: qualche prima ascensione e varie ripetizioni da
parte del dott. Giovanni Rossi (che poi divenne presidente del
C.A.A.I.) e di Floriano Villa (presidente nazionale geologi). |
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Il 19
settembre 1954 ai Roccoli Lorca venne benedetto il vessillo sociale. |
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Il 1°
Settembre 1957 trovò la morte sul ghiacciaio del monte Vioz (nel
gruppo del Cevedale) il socio Padre Giancarlo Colombo. La famiglia e
i confratelli con la sezione si fecero promotori per la costruzione
di un bivacco che ne esternasse la memoria. Tale bivacco venne
istallato a 3470 metri sul Col de la Mare e il monte Rosole ed è
fornito di 9 posti letto in cuccette e fornello a gas,
all'inaugurazione del 6 Settembre 1959 erano presenti ben 120
alpinisti. |
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Nel 1970 si
costituì la sottosezione Pirelli che portò nuova linfa alla
Sezione anche se per il breve spazio di cinque anni, mentre l'opera
di alcuni ragazzi e ragazze volonterosi diede poi vita al Gruppo
Alpinistico Giovanile, uno dei primi in Italia. |
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Nel 1971 il
socio Giuliano Fabbrica fece parte del gruppo di cinque scalatori
che aprirono una via invernale sulla parete Nord del Pizzo Cengalo.
Sempre nello stesso anno Giuliano Fabbrica partecipò alla
spedizione "Valmadrera Alaska" che raggiunse la cima del
S. Elia e partecipò a varie ascensioni con i fratelli Rusconi di
Valmadrera (Civetta). |
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Nel 1974
trovò tragica morte sul Pizzo Diavolo un giovane ventenne, Renzo
Cabiati, in sua memoria nell'inverno 1975 venne istituita la Scuola
d'Alpinismo Renzo Cabiati. |
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Nel 1974
venne anche istituita la sottosezione di Albiate Brianza che dopo
due anni passò a sezione in proprio. |
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Alcuni soci
e istruttori della scuola "Renzo Cabiati" nel 1993
organizzarono la ben riuscita spedizione all'Alpamayo. |
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Varie
iniziative si sono sviluppate durante questi anni e a dimostrare le
attività e la vitalità della Sezione il numero dei soci è passato dai
283 del 1980 ai 556 del 2000, attualmente i soci sono 572. |
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In questi
ultimi anni l'attività della Sezione si è ancora più diversificata i
soci hanno la possibilità di sfruttare un ampio calendario che va a
coprire tutte le stagioni: Si parte da Gennaio con lo sci-alpinismo,
snowboard e sci di fondo, le gite sciistiche. In primavera parte un
ricco programma di gite escursionismo, mountain-bike, e le escursioni
del "Gruppo Tempo Libero" |