Club Alpino Italiano sezione di SEREGNO
inizio  rifugio longoni  la sua storia  traversate, ascensioni e vie d'accesso
 
 

la sua storia

Un'idea che abbiamo l'immodestia di ritenere buona è sorta così spontaneamente nella mente di alcuni amici del C.A.I. Nel 1936 esisteva a Seregno un gruppo sportivo dedito alla montagna, denominato "Centro Alpinistico Italiano". L'allora presidente dott. Alfonso ROSSI ed il consiglio decisero che sarebbe quanto mai importante avere una capanna in Val  Malenco, posizione piuttosto nota, per escursioni alpinistiche. La  scelta di tale valle fu  perorata  dal  presidente dott. Rossi, proprio perché oltre che assiduo frequentatore della Val Malenco, era anche amico della guida alpina Giacomo SCHENATTI.

La Val Malenco rappresentò sopratutto una via di comunicazione ausiliaria dentro la vasta Rezia, potenziata durante il periodo della dominazione grigione in Valtellina dal sec. XVI alla fine del XVIII sec. che ne fece una sorta di via del vino (di qui restano ampie tracce residue nella valle). Con il 900 la Val Malenco cominciò a legare la sua importanza al turismo residenziale estivo e oggi anche agli splendidi campi di sci invernali... ma sopratutto la sua storia venne a fondersi con la storia stessa dell'alpinismo. con le prime grandi ascensioni di fine secolo delle famose guide Schenatti di Chiesa, e Scilironi di Spriana, ed inoltre con la costruzione di prestigiosi rifugi come la Marinelli (1880), la capanna di Corna Rossa (oggi Capanna Desio), e del nostro rifugio Longoni (1938). Dopo aver scelto la zona a 2450 mt. su un cengione della fascia rocciosa con la quale termina la cresta S.O. del sasso D'ENTONA a cavallo della Val Forasca e della Val d'Entona si diede l'incarico allo studio dell'ing. Calastri e Arch. Silva per la progettazione di un rifugio e di una cappelletta.

Questi all'inizio era composto da un fabbricato in muratura di pietra a forma di elle,con un piano rialzato di tre vani, di cui uno adibito a dormitorio con 18 cuccette, uno a ritrovo cucina, ed il terzo a locale di ritrovo per pranzi e varie. Alla realizzazione di tali opere avevano aderito enti pubblici e privati, nonché cittadini appassionati della montagna. La sottoscrizione di lire 100 per biglietto fruttò la soma di lire 17.900. Fra i vari enti che risposero all'appello significativo è stato l'apporto dell'amministrazione Comunale, l'Azienda Municipale,la Banca Popolare di Milano, il Banco Ambrosiano, la bocciofila Ideal, ma sopratutti, le manifatture di lane in Borgosesia, con ben 15 biglietti pari a lire 1.500 e il contributo dei cittadini seregnesi quali: Redaelli, Trabattoni,  Mariani, Zanelli, Bellù, Rossi,  Biraghi, Cremoli, Acquistapace, Formentini,  Cesana, Sangalli, Longoni, Silva, Crosti, Coni, Brambilla, Nobili, Guareschi, dell'Orto, Abbiati, Larghi, Formenti, Cattaneo, Vaniago, Villa, Scuri, Archinti, Borgonovo, Scamazzo, Leveni, Mazza,  Santambrogio, Santagostino, Giussani, Cantù,  Colombo, Turati, Novara,  Vismara, Schiatti, si è riusciti a realizzare quanto progettato.

Il consiglio decise di dedicare il rifugio alla memoria di due valorosi fratelli Seregnesi, caduti nella grande guerra 1915-1918, decorati con medaglia d'argento al valore militare, nel nome di: Fratelli ELIA ANTONIO LONGONI.

Il 10 Luglio del 1938 il rifugio veniva aperto a tutti gli appassionati alpinisti con celebrazione di una messa e benedizione parte di un appassionato alpinista don Paolo COLOMBO, e dalla madrina signora Ida SILVA, madre del dott. Franco SILVA, attuale socio del C.A.I. promotore con altri del primo a del secondo ampliamento avvenuti negli anni successivi. Furono inoltre emesse delle obbligazioni. La figura del dott. Franco Silva e nota a tutti sia ai vecchi che ai giovani, per l'attaccamento che ha sempre dimostrato verso questo sodalizio. Anche in momenti di burrasca ha sempre avuto coerenza e decisione nell'affrontare i problemi che, alle soglie degli anni settanta, si addensavano all'orizzonte. Sempre presente alla vita attiva del CLUB, ha contribuito in maniera efficiente alla realizzazione di quest'ultimo ampliamento. E' forse l'unico della vecchia guardia che partecipa e s'interessa attivamente alle sorti della sezione di Seregno.

 

Nell'immediato dopoguerra verso il 1947 con la presidenza del sig. Antonio TRABATTONI ed il consiglio così composto:

vice presidente rag. Giuseppe Bellù
segretario Angelo Cremoli
cassiere dott. Franco Silva
revisori dott. Carlo Gini, Ambrogio Vismara
consiglieri

Battista Dell'Orto, avv. Emilio Zorloni, avv. Giuseppe Ronzoni, Angelo Leveni, (ispettore del rifugio), Luigi Cesati, Angelo Casali

   

Si era deciso di completare il rifugio mediante una chiusura della elle , inserendo la cucina, i servizi, ed il rifacimento del sottotetto, quale dormitorio a rotazione. Anche in questa occasione, i soci ed amici della montagna hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Negli anni seguenti, il numero delle persone che frequentavano " La Longoni" anche con permanenze prolungate, aumentava sempre di più. La salita al rifugio rappresentava per molti motivo di orgoglio e di interesse; dal semplice escursionista, al provetto rocciatore. Ricordiamo con piacere la visita di varie autorità locali e ciuttadine, fra le quali Monsignor Bernardo Citterio abile alpinista, ed il Prof. Monsignor Luigi Gandini, allora prevosto di Seregno, provetto rocciatore dei Ragni di Lecco, i quali invitati dall'allora presidente sig. Luciano PONTIROLI, accoglievano con calore l'invito in occasione di varie aperture stagionali del rifugio.

Nel 1979 alcuni soci nelle persone del dott. Felice DAMAGGIO e dal geom. Paolo SILVA, proposero al presidente Giuliano FABBRICA, istruttore nazionale di alpinismo, ed al consiglio, di cui facevano parte, l'ampliamento del rifugio, e la  ristrutturazione dell'esistente. Spinti sempre da quella passione per la montagna che caratterizza e contraddistingue questo sodalizio sportivo, al quale ci sentiamo fieri ed orgogliosi di appartenere, si decise di accettare la nuova proposta, per una maggior capienza ricettiva, vista la poca disponibilità di posti letto, e la maggior affluenza di alpinisti, trovandosi detto rifugio , inserito nell'itinerario "ALTA VIA DELLA VAL MALENCO". Viene così costituito un comitato promotore nelle persone del: dott. Felice Damaggio, dott. Franco Silva, sig. Luciano Pontiroli, arch. Paolo Trabattoni, geom. Paolo Silva, famiglia Longoni, rag. Ambrogio Silva, dott. Antonio Scamazzo, rag. Gian Carlo Allegria, sig. Bruno Fumagalli, e sig. Fernando Fumagalli.Un plauso particolare viene rivolto al socio Bruno Fumagalli da 33 anni infaticabile collaboratore di tutte le iniziative del CLUB. Pur non coprendo cariche ufficiali per sua spontanea rinuncia, poichè di carattere schivo e riservato, collabora tutt'ora in maniera attiva ed efficace all'interno della sezione. Dalle prime riunioni era emersa la tendenza in alcuni soci a sopraelevare tutta la costruzione, con un nuovo piano, e ad un rifacimento completo del sottotetto.

Ma da specifiche analisi dei costi, risultando questi molto alti, la maggioranza accoglieva la proposta dell'arch. Trabattoni, di un ampliamento , aggiungendo un fabbricato di due piani legato armonicamente all'esistente. Un preventivo globale confermava  la possibilità della realizzazione, portando la capienza di tutto il complesso in una misura accettabile sia dal punto di vista funzionale che logistico.

Il dott. Felice Damaggio entusiasta per l'impegno che si andava delineando in seno al comitato promotore, dava incarico al socio arch. Paolo Trabattoni per la stesura del progetto, al geom. Paolo Silva quale coordinatore e responsabile di tutta l'organizzazione, ed al geom. Roberto Longoni, la direzione lavori. I collegamenti fra la sede di Seregno, ed il Rifugio erano svolti da Ferdinando Fumafalli. L'operazione di ampliamento consta di due vani al piano terra, due vani al primo piano, oltre a due servizi igienici con doccia, la sistemazione definitiva del sottotetto, e la ristrutturazione dei servizi dell'esistente, portando la disponibilità del rifugio a circa 34 posti letto, oltre ai locali riservati per il custode, e l'ampliamento della zona pranzo.

Così per la terza volta amici e soci iniziano quel sentiero molto più arduo di un sentiero di montagna, nel trovare i fondi necessari alla realizzazione di quanto programmato. Tutti indistintamente collaborano per il buon esito di questa iniziativa; chi con lavori manuali, chi con fondi personali. Viene allestita anche una lotteria, e vengono fatte richieste di compartecipazione a banche ed industrie cittadine. Viene realizzata ex novo una teleferica per poter servire meglio il rifugio di tutto quanto necessario nel minor tempo possibile. I costi sono piuttosto alti, ma alto è anche lo spirito dei sostenitori. Le ditte, gli enti e le persone che contribuiscono al fondo per il rifugio sono tanti, e noi vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al completamento di questa iniziativa.