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L'accademico
AIROLDI |
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" in montagna
la prudenza prima di tutto" |
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di
P.Col. - Il Cittadino del 5 novembre 2011 |
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"La
montagna per me è stata tutto. Mi ha regalato emozioni
indescrivibili, come la salita al McKinley, un ricordo davvero
indimenticabile. Ai giovani che vogliono seguire le mie orme
consiglio prudenza e paura, che sono i presupposti che ti salvano di
fronte al pericolo". Parole e musica di Luigino Airoldi, l'alpinista
lecchese ottantenne che il 28 ottobre, nella sala civica di via XXIV
Maggio, ha emozionato i molti intervenuti alla serata che gli ha
voluto dedicare la locale sezione del Cai, prossima a festeggiare il
traguardo dei novant'anni di attività. |
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L'incontro avrebbe dovuto
costituire il semplice racconto di una lunga esperienza tra le vette
ed invece si è trasformato in un'autentica lezione di vita, che
Airoldi ha condito con valori come l'amore per la natura ed il
rispetto per la famiglia che oggi, almeno parzialmente, sembrano
essere stati accantonati. |
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Non sono mancate inoltre
alcune sorprese, come la presenza di Renzo Battiston, nipote di Riccardo Cassin,
alpinista con cui il relatore ha arrampicato per tren'anni, o il
ricordo di monsignor Liugi Gandini, prevosto di Seregno cui è
dedicata appunto la sala che ha ospitato la conferenza, come il
relatore originario di Lecco ed appassionato di montagna. Con
L'ausilio di un filmato Airoldi ha illustrato alcuni tra i più
celebri episodi della sua carriera, tra cui la scalata del McKinley,
la più alta cima dell'America settentrionale, e quella della dell'Hubbard,
in Alaska, deve rimase disperso per due settimane e rischiò la vita,
nonché la traversata in barca dell'Antartide. |
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